L’impegno di Stellantis Heritage per il motorsport storico
Dal 7 all’8 febbraio, presso la Fiera di Vicenza, andrà in scena la sesta edizione del Racing Meeting, la più grande rassegna annuale dedicata al mondo delle competizioni automobilistiche, organizzata dal leggendario Miki Biasion, il due volte campione del mondo rally che ha legato il suo nome alle imprese sportive del brand Lancia.
Quest’anno la manifestazione evolve ulteriormente, aprendo le porte a tutto il Motorsport, dallo sterrato alla pista, oltre ad offrire un’ampia area dedicata a esibizioni dinamiche, accessori e spettacoli. Al centro dell’esposizione, una grande mostra interamente dedicata alla storia delle auto da competizione italiane, con vetture iconiche in esposizione, tra cui tre preziosi esemplari della collezione di Stellantis Heritage: Fiat S 61 Corsa (1908), Alfa Romeo 182 “sperimentale” (1982) e Alfa Romeo 75 Turbo Evoluzione IMSA (1988).
I primi due bolidi da gara sono esposti normalmente presso l’Heritage Hub, lo spazio polifunzionale ubicato all’interno dello storico stabilimento di Mirafiori a Torino, la cui collezione è visitabile dal pubblico. Invece, l’Alfa Romeo 75 Turbo Evoluzione IMSA è di solito custodita presso il Museo Storico Alfa Romeo ad Arese.
Riflettori puntati sulla Fiat S 61 Corsa, la derivazione sportiva - predisposta per il mercato americano - dell'omonima granturismo costruita dalla FIAT, che era in grado di raggiungere quella che per l'epoca era la ragguardevole velocità di 150 Km orari. Dotata di telaio alleggerito, motore 4 cilindri di 10 litri di capacità e valvole in testa, la vettura prende parte a numerose corse negli USA durante il periodo che va dal 1908 al 1912, conseguendo importanti piazzamenti. Tra questi sono da ricordare il primo e terzo posto al Gran Premio d'America a Savannah (Georgia) nel 1908 - rispettivamente conseguiti da Louis Wagner e Felice Nazzaro - il terzo posto alla 500 Miglia di Indianapolis nel 1911, la vittoria al circuito di Santa Monica nel 1912 (con al volante Ted Tedzlaff) e quella del Gran Premio d'America dello stesso anno a Milwaukee, conquistata da Caleb Bragg. L’esemplare in mostra è proprio quello che trionfò al GP d’America del 1912 ed è stato ripristinato nel 2016 grazie ad un meticoloso intervento di restauro conservativo dal team di Stellantis Heritage.
Al fianco della “belva da corsa” firmata FIAT, prende posto l’altrettanto iconica monoposto di Formula 1 Alfa Romeo 182 “sperimentale” su cui spiccano alcune soluzioni inedite e rivoluzionarie per l’epoca. Tra queste, il telaio in fibra di carbonio che debutterà ufficialmente nella stagione 1982, contenuto esclusivo portato all’esordio da Alfa Romeo e McLaren. Al suo sviluppo partecipò Bruno Giacomelli, pilota ufficiale del team Alfa Romeo-Autodelta di Formula 1 dal 1979 al 1982.
Spazio anche alla Alfa Romeo 75 Turbo Evoluzione IMSA della collezione di Stellantis Heritage, solitamente custodita presso il Museo Storico Alfa Romeo ad Arese. Si tratta di una berlina da competizione sviluppata nel 1988 per l’impiego agonistico secondo il regolamento IMSA (International Motor Sports Association), normativa di origine nordamericana che consentiva modifiche tecniche molto più estese rispetto ai regolamenti FIA tradizionali. Basata sull’architettura caratterizzata da motore anteriore longitudinale e trasmissione posteriore, la vettura adotta un quattro cilindri in linea turbo da 1762 cm³ con doppio albero a camme e iniezione multipoint. Il propulsore, sovralimentato da turbocompressore Garrett, viene sviluppato fino a raggiungere potenze comprese tra 335 e circa 400 CV nelle evoluzioni successive. L’applicazione del regolamento IMSA permette interventi radicali su aerodinamica e telaio, con carreggiate allargate, parafanghi maggiorati e un grande spoiler posteriore in fibra di carbonio. La scocca viene alleggerita e irrigidita, portando il peso a circa 960 kg. Le prestazioni risultano di assoluto rilievo, con velocità superiori ai 270 km/h.
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racingmeeting.it